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Gustav Klimt

Klimt nasce il 14 luglio 1862 a Baumgarten presso Vienna, secondo dei sette figli del'incisore e cesellatore Erns Klimt, bravo ma povero artigiano, e di Annie Finster.
La vienna di Klimt, quella della Belle Epoque al volgere dle secolo, rappresenta uno dei momenti più affascinanti della storia del'arte e della cultura. L'estrema tensione tra realtà e illusione, tradizione e modernità in cui vivono artisti e intelletuali produce una potente energia creativa. La città è un laboratorio il cui valore è testimoniato da nomi come Sigmund Freud, Otto Wagner e Gustav Mahler.
Ciò che affascina di Klimt è la sensualità del disegno, la resa caleidoscopica della pittura e l'impulso e decifrare i segreti racchiusi nelle sue opere.
Klimt dipinge la donna idealizzata, la don a per eccellenza, in tutte le pose immaginabili, anche le più ardite. La donna nelle sue opere sedute con il proprio corpo che esibisce apertamente, senza pudori, nella sua nudità. Il mondo di Klimt è ovunque pervaso di polline e pistilli, ovuli e spermatozoi sparsi sui corpi, sulle vesti, persino nei paesaggi. Talvolta le sue opere vengono accolte con entusiasmo e l'artista viene esaltato fino a divenire il ritrattista preferito della buona società viennese. Tuttavia il suo manifesto erotismo, in una Vienna decadente che risente dell'ipocrita repressione vittoriana, si scontra sovente con un esasperato rifiuto; lo scandalo è all'ordine del giorno.
Molto prima che la storia ascrivesse all'espressionismo e al surrealismo il merito di aver manifestamente condotto la sessualità nel territorio dell'arte, Klimt la eleva a proprio credo, a leitmotiv della propria opera.
"Vogliamo dichiarare guerra alla sterile routine, al rigido bizantinismo, a tutte le forme di cattivo gusto ... La nostra secessione non è una battaglia degli artisti moderni contro i vecchi bensì una lotta per affermare la superiorità degli artisti sui mercanti ambulanti che si spacciano per artisti e hanno interesse ad impedire la fioritura dell'arte" (Katalog zur ersten Secession in Wien, Vienna 1898). Questa dichiarazione di Hermann Bahr, padre spirituale dei secessionisti, può essere considerata il manifesto programmatico della Secessione viennese costituita nel 1897 e della quale Klimt diviene presidente. La nuova generazione di artisti non sopporta più la tutela dei rappresentanti dell'accademismo e chiede uno spazio espositivo adeguato e libero da qualunque "carattere commerciale". Essa intende porre termine all'isolamento culturale di Vienna, invitando artisti stranieri e facendo conoscere le proprie opere all'estero. Il programma della Secessione non consiste semplicemente in un dissidio di tipo "estetico", bensì in una lotta per l'arte stessa, per il diritto alla "creazione artistica", per annullare la distinzione tra arte elevata e generi artistici inferiori.
Quale corrente stilistica contrapposta all'accademismo e al conservatorismo borghese, la Secessione viennese ha un ruolo cruciale nello sviluppo e nella diffusione dello Jugendstil tanto in pittura quanto nell'ambito delle arti applicate. La rivolta di questa generazione contro l'imposizione esercitata da un tradizionalismo sociale, politico ed esteticosi fa strada con tale impeto da ottenere un successo quasi immediato e sfociare infine in un progetto pressoché utopistico: la trasformazione della società attraverso l'arte.

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