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La creatività e l'artista

Devo fare una distinzione chiara tra il vivere in modo creativo e l'essere creativo a livello artistico.
Vivendo in modo creativo tutti ci rendiamo conto del fatto che ogni cosa che facciamo rafforza la sensazione di essere vivi, di essere noi stessi.
Si può guardare un albero (non necessariamente un quadro) e guardarlo in modo creativo.
Se
bbene siano simili al vivere in modo creativo, le creazioni di saggisti, scrittori, poeti, artisti, scultori, musicisti sono diverse. Se qualcuno è impegnato in una creazione artistica si spera che possa fare conto su qualche talento particolare. Non abbiamo bisogno di alcun talento, invece, per vivere in modo creativo.

Vivere creativamente, D.W.Winnicott

Nella ricerca di sé, la persona interessata può avere prodotto qualcosa di artisticamente valido, mentre al contrario, un artista di successo può essere acclamato da tutti ma non essere riuscito a trovare il sé che stava cercando.
Se un artista cerca il sé, si può dire che, con ogni probabilità, quell'artista ha già fallito nel campo più generale del vivere in modo creativo. La creazione compiuta non guarisce mai la sottostante mancanza di un senso di sé.

Attività creativa e ricerca del sé, D.W.Winnicott

Vivere in modo creativo

Per essere creativa una persona deve esistere e avere il senso di esistere, non in maniera consapevole, ma come base di partenza per agire.
La creatività è, allora, il fare che emerge dall'essere.

La creatività consiste nel conservare nel corso della vita qualcosa che appartiene propriamente all'infanzia: la capacità di creare il mondo.


Vivere creativamente, D.W. Winnicott

forme di terrore con un nome

L'angoscia più intollerabile è quella che non ha nome perché non ha senso; dal momento in cui cominciamo a trovargli un significato, possiamo cominciare a dare un nome a questa angoscia. [...] [le angosce hanno così l'occasione di diventare] forme di terrore con un nome.

Danielle Quinodoz (1994), le vertigini tra angoscia e piacere.

Una produzione creativa può consentire una effettiva anche se transitoria presa di coscienza, una più appropriata attribuzione di significato e di forme.

Marco Alessandrini, La mente spiegata da Edvard Munch

il talento artistico


Se la persona inimicatasi con la realtà possiede del talento artistico, fenomeno per noi ancora psicologicamente enigmatico, essa può tradurre le sue fantasie in creazioni artistiche anziché in sintomi, sfuggendo in tal modo al destino della nevrosi e riconquistando per questa via indiretta il rapporto con la realtà.

S. Freud (1909), "Cinque conferenze sulla psicoanalisi" in O.S.F. vol VI pag. 168